Da JOB&Orienta la call to action alle imprese per rafforzare l’alternanza scuola lavoro

Da JOB&Orienta la call to action alle imprese per rafforzare l’alternanza scuola lavoro

È partita da JOB&Orienta la “call to action” alle imprese per rafforzare l’alternanza scuola-lavoro, strumento di raccordo tra scuola e impresa sancito come percorso obbligatorio dalla legge della “Buona scuola”.
Dopo i numerosi protocolli di comune impegno già sottoscritti dal MIUR con organizzazioni e singole grandi aziende, la sfida italiana si sposta ora sul coinvolgimento anche delle medie, e soprattutto delle piccole aziende, che costituiscono oltre il 90% del nostro tessuto produttivo. È stato questo il tema al centro del convegno di oggi intitolato “Buone scuole e fabbriche belle. L’alternanza scuola lavoro: piccole imprese e grandi firme”, al Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro.

Un appello che nasce anche alla luce dei dati: massima la propensione nelle imprese con oltre 500 dipendenti (31,3% nel 2015), che però si riduce progressivamente al calare della dimensione aziendale, arrivando al 7% in quelle fino a 9 dipendenti. A dirlo sono i più recenti dati Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema informativo Excelsior, 2016, elaborati appositamente per JOB&Orienta.
È comunque destinato a crescere complessivamente l’impegno delle imprese dell’industria e dei servizi a ospitare gli studenti in alternanza scuola lavoro: se nel 2015 hanno sfiorato il 9% (in valori assoluti, le imprese ospitanti sono state più di 128mila), nel 2016 aumenteranno di un punto percentuale arrivando ad essere 1 su 10. Quasi 166mila i giovani ospitati lo scorso anno, ai quali è stato proposto prevalentemente un tirocinio di una-tre settimane, due volte su tre nei nove mesi di scuola. In aumento anche il numero dei percorsi che saranno resi disponibili quest’anno: 4 imprese su 10, infatti, hanno intenzione di offrire maggiori opportunità rispetto allo scorso anno.
Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto sono le regioni in vetta alla classifica per numero di imprese pronte ad accogliere giovani in alternanza, seguite da Marche, Emilia Romagna e Piemonte.

Un modello, quello dell’alternanza, che funziona e porta frutto, sia sul fronte dei ragazzi, per il rafforzamento delle loro competenze “on the job” e la socializzazione al lavoro, sia sul fronte delle imprese come strumento possibile di selezione: sempre più aziende oggi si rivelano più inclini a basare la propria scelta sull’esperienza più che su un curriculum o un colloquio.

A parlare del valore dell’alternanza non solo i dati ma anche le esperienze eccellenti, come quelle raccontate a JOB&Orienta dai diretti protagonisti, i giovani studenti. Grandi protagonisti dell’alternanza non solo le scuole e i ragazzi ma anche le imprese, veri e propri “ambasciatori dell’alternanza”: tra i “big” presenti a JOB&Orienta Eni, Bosch, Loccioni, Dallara,- che fanno parte delle sedici realtà selezionate dal MIUR come “campioni dell’alternanza” – e ancora, Illy, Agsm Energia, Bawer Spa, La Rosa Energy, Maxfone Italia, Scuotto impianti elettrici e tecnologici, hanno raccontato e testimoniato il loro impegno a fianco del mondo della scuola.

E arriva, siglato anche questo a JOB&Orienta, il primo protocollo che finanzia con un voucher le piccole e micro imprese per la formazione di tutor aziendali in ambito di alternanza e apprendistato. A firmarlo, Luigi Bobba, sottosegretario Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il presidente di Fonarcom Andrea Cafà. Il voucher finanzia la formazione dei tutor che accompagnano i ragazzi nell’attuazione del progetto “Scholarsjob” per l’orientamento al lavoro. Finanziare con un voucher la formazione di tutor aziendali che seguano i ragazzi può portare a un doppio risultato per l’impresa: formare un proprio lavoratore e selezionare un ragazzo che potrebbe rivelarsi un investimento interessante.